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Tea Natura lancia il RI-Detersivo: tra Etica, Innovazione e Green Economy

Quello di oliva è l’emblema stesso della dieta mediterranea, quello di semi è l’ingrediente indispensabile alla preparazione di fritture, polpette ed altri piatti che troviamo ogni giorno sulle nostre tavole. Da oggi però l’olio entra anche nelle lavatrici, grazie alla coraggiosa scelta di una piccola azienda marchigiana di abbandonare ogni pregiudizio e trasformare uno scarto considerato “sporco” in una nuova risorsa “pulita”. Nel 2011, dopo un’esperienza quasi decennale nella produzione di detergenti, incensi e prodotti cosmetici il più possibile naturali e senza eccipienti chimici Tea Natura è riuscita a guardare oltre, e a trovare il modo per creare un detersivo a base di oli vegetali esausti; gli scarti delle nostre fritture per intenderci. In questo modo anche l’olio delle patatine fritte può tornare ad avere una nuova vita; ma come fa, concretamente, a diventare un detersivo? Quella di utilizzare l’olio per fare il sapone è una pratica antica, e da un po’ di tempo a questa parte sta anche tornando di moda; ma Tea è la prima azienda che ha deciso di commercializzare un prodotto di scarto sotto forma di detersivo per bucato.

In questo modo Tea Natura è riuscita a dare una sua personale ed efficace risposta a due grosse problematiche: quella di dare nuova vinta ad un prodotto considerato di scarto; e quella dell’inquinamento dovuto all’utilizzo di detergenti. Il Ri-Detersivo, infatti, oltre ad essere formato da sostanze di recupero, ha il pregio di essere maggiormente biodegradabile rispetto ai detersivi convenzionali. La strada verso la sostenibilità, però, è sempre in salita, e Tea lo sa bene. L’esperienza di Tea permette di aprire una finestra sulle tante (anche se per lo più piccole) realtà del nostro Paese che spingono verso la creazione di un nuovo modo di pensare l’economia in cui rispetto dell’ambiente diventa importante quanto il profitto. Una vera e propria rivoluzione di pensiero che viene ancora una volta dal basso e conduce verso la green economy. Accanto a Tea Natura, molte altre aziende che hanno deciso di fare della sostenibilità sociale e ambientale la base per la loro attività, mentre i consumatori diventano ogni giorno sempre più critici ed esigenti: insieme, forse, è possibile fare la differenza.

Potete acquistare il Ri-Detersivo qui.

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La storia di Marius Fabre

Dal 1900 al 1910

Nel 1900, a soli 22 anni, Marius Fabre fondò la sua azienda di sapone a Salon-de-Provence.

Iniziò in un capannone in giardino, con due pentoloni ed un po’ di stampi.

A quel tempo Salon-de-Provence era una città estremamente prospera, grazie al commercio di olio, sapone e caffè. L’abbondanza di materie prime in Provenza (olio d’oliva di Alpilles, soda e sale di Camargue e olii – cocco e palma – dalle colonie attraverso il porto di Marsiglia) resero possibile lo sviluppo dell’industria del sapone. L’arrivo della ferrovia nel 1873 facilitò grandemente il commercio.

 

History of Marius Fabre, french Maseille soap manufacturer

Dal 1910 al 1920

Marius vendette i suoi primi saponi con i nomi di “Il Libro”, “Il Coltello”, “Il Pianeta” o ancora, “Concordia”. Commerciò anche in olio d’oliva.

Nel 1914, richiamato alle armi, lasciò la moglie, Marie, a dirigere gli affari. Per quattro lunghi anni, con l’aiuto di un vecchio caposquadra italiano, portò avanti la produzione e la vendita del sapone.

Dal 1920 al 1930

Nel 1927, forte del suo successo, l’azienda Marius Fabre si spostò alla sede attuale, con spazio maggiore per i grandi pentoloni necessari a produrre il sapone.

The soap factory Marius Fabre in 1920
Fernand Fabre

Dal 1930 al 1950

Nel 1938, il figlio maggiore di Marius, Fernand Fabre, prese le redini della compagnia dal padre.

Iniziò la Seconda Guerra Mondiali, e le materie prime divennero difficili da recuperare.

Il 1940 annunciò il declino dell’industria del sapone nell’area di Marsiglia. La fabbrica di Marius Fabre resistette, trovando nuovi mercati.

 

"La Sainte Famille" marseille soap brand

Dal 1950 al 1970

Dal 1950 in poi, l’industria del sapone subì un arresto nell’area di Marsiglia. Ci sono diverse ragioni per questo:

  • la comparsa di prodotti specifici per le lavastoviglie;
  • la creazione di nuove aziende di sapone in altre regioni;
  • lo sviluppo dei supermercati, che significò che i consumatori non sceglievano più prodotti come il sapone artigianale.

Sebbene molte aziende chiusero i battenti, Marius Fabre riuscì a superare le difficoltà.

Negli anni ‘60 l’acquisto di un famoso brand “La Sainte Famille” dall’azienda Roux di Marsiglia, diede nuova linfa vitale alla Marius Fabre.

Henri Fabre

Dal 1970 al 1980

Nel 1973 Henri Fabre, il figlio più giovane di Marius, prese il controllo della fabbrica. Erano anni difficili, ed i prodotti a base di petrolio molto competitivi. Le abitudini cambiarono, e così i consumatori.

Marie-Hélène Fabre et Robert Bousquet

Dal 1980 al 2000

Nel 1987 Henri lasciò la compagnia alla figlia Marie-Helene, che aveva lavorato con lui per diversi anni, ed al genero Robert Bousquet.

Insieme, decisero di mantenere la tradizione di una delle più antiche aziende di sapone del sud.

Marie et Julie Bousquet-Fabre

Il 21esimo secolo

Nel 2010 l’azienda Marius Fabre celebrò il suo centesimo anniversario.

Oggi, le pronipoti di Marius, Marie e Julie Bousquet-Fabre, continuano l’avventura di famiglia con la stessa passione.

25 persone lavorano nell’azienda, che è rappresentata in Francia ed all’estero da 20 commerciali.

Assieme ai familiari, generazioni di abitanti del posto hanno lavorato nella fabbrica contribuendo al successo del sapone di Marsiglia e di Marius Fabre.

Articolo originale su marius-fabre.com

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I cubi di Marius Fabre

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